Hiroshige, Campo di pruni, Kameido, 1857
Vincent Van Gogh, Japonaiserie, Alberi di pruno in fiore (copia da Hiroshige), 1887
Il Giappone, con le sue stampe e i suoi manufatti, non meno che con l’alone mitico e affascinante che circondava tutta la sua cultura, si offrì agli occhi dell’Europa dopo il 1853, quando fu costretto dalla flotta americana a revocare il secolare blocco dei porti e dei commerci con l’Occidente. All’Esposizione di Londra del 1862 vennero presentati i primi prodotti nipponici e negli anni successivi proseguì l’allestimento di nuovi padiglioni destinati al Giappone. L’influenza sugli artisti europei, e francesi in particolare, fu tale che nel 1878 venne pubblicata una serie di articoli intitolati “Il Giappone a Parigi” nei quali si analizzava il processo di assorbimento dei nuovi stilemi provenienti dal Sol Levante. Le opere di Hiroshige, Eisen, Hokusai e Utamaro affluirono in Europa e finirono per influenzare, tra gli altri, Claude Monet, Édouard Manet e Vincent Van Gogh.






