Édouard Manet, Ritratto di Èmile Zola, 1867-68
Zola, amante dell’arte e ammiratore di Manet, aveva elogiato l’artista in un saggio in cui lo difendeva dall’accusa di realizzare delle immagini “appiattite” dal colore, secondo la moda giapponese diffusa in quegli anni grazie all’importazione in Europa di stampe e manufatti orientali.
Manet ritrae lo scrittore nel suo studio, all’interno del quale sono in bella vista una riproduzione dell’Olympia, dipinta nel 1863, delle stampe giapponesi e, dietro il calamaio, con la copertina azzurra, proprio il saggio che Zola aveva composto in difesa del suo amico.






