Caspar David Friedrich, Monaco in riva al mare, 1809
“Il Monaco sulla spiaggia suscita una sensazione di estraneità e di malinconia, non solo per la presenza di uno spazio così denso, ossessivo e ininterrotto di una cupa luce blu-grigia su di un basso orizzonte, ma anche per l’assenza inquietante di tutti gli elementi tipici di una marina convenzionale. […] Il quadro è audacemente vuoto […] privo di tutto ad eccezione dell’incontro solitario di un’unica figura […] e al di sopra di essa una distesa non meno primordiale e potenzialmente infinita di cielo cupo e nebbioso. […] le radiografie hanno in effetti recentemente rivelato che in origine Friedrich aveva dipinto diverse barche sul mare […] le ha però eliminate, lasciando il monaco sull’orlo di un abisso senza precedenti nella storia della pittura”.
Robert Rosenblum, La pittura moderna e la tradizione romantica del nord da Friedrich a Rothko






