Caspar David Friedrich, Il mare di ghiaccio (già Il naufragio della Speranza), 1824
“In un quadro […] che veniva solitamente confuso con un dipinto perduto raffigurante il naufragio di una nave chiamata Hoffnung (Speranza), la verità poetica del titolo tradizionale ma errato è ancora valida: le aspirazioni effimere dell’uomo si infrangono contro l’onnipotenza eterna della natura e contro le sue forze spesso ostili. […] In un mondo gelato trasformatosi in cimitero, distinguiamo lentamente i frammenti di una nave che ha fatto naufragio, e quanto resta della sua struttura è quasi completamente fagocitato e nascosto dalla piramide frastagliata di un iceberg ridotto in frantumi.”
Robert Rosenblum, La pittura moderna e la tradizione romantica del nord da Friedrich a Rothko






