Vincent Van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore, febbraio 1890

“La sensazione di vitalità organica percepibile in questi studi di fiori di Van Gogh è, ancora una volta, un’eredità del romanticismo. Così, in un tardo dipinto di Saint-Rémy raffigurante un ramo di mandorlo fiorito che si staglia sull’azzurro limpido del cielo, e separato, in maniera caratteristica, da un mondo in scala umana, contempliamo, al di là dell’orizzonte, il miracolo di un albero in fiore, un intreccio di energie vitali […] Non ci sorprende dunque che Van Gogh abbia dipinto questo quadro per regalarlo a un bambino a lui molto caro, il figlio del fratello Theo, nato a Parigi il 31 gennaio 1890, in un periodo in cui Van Gogh poteva osservare i primi palpiti di vita delle piante del mite inverno provenzale di Saint-Rémy e associare l’arrivo precoce della primavera con la nascita del nipote.”
Robert Rosenblum, La pittura moderna e la tradizione romantica del nord da Friedrich a Rothko

Vincent Van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore, febbraio 1890

“La sensazione di vitalità organica percepibile in questi studi di fiori di Van Gogh è, ancora una volta, un’eredità del romanticismo. Così, in un tardo dipinto di Saint-Rémy raffigurante un ramo di mandorlo fiorito che si staglia sull’azzurro limpido del cielo, e separato, in maniera caratteristica, da un mondo in scala umana, contempliamo, al di là dell’orizzonte, il miracolo di un albero in fiore, un intreccio di energie vitali […] Non ci sorprende dunque che Van Gogh abbia dipinto questo quadro per regalarlo a un bambino a lui molto caro, il figlio del fratello Theo, nato a Parigi il 31 gennaio 1890, in un periodo in cui Van Gogh poteva osservare i primi palpiti di vita delle piante del mite inverno provenzale di Saint-Rémy e associare l’arrivo precoce della primavera con la nascita del nipote.”

Robert Rosenblum, La pittura moderna e la tradizione romantica del nord da Friedrich a Rothko