Louise Bourgeois, Arch of Hysteria, 1993

Louise Bourgeois, Arch of Hysteria, 1993

Gabriele Münter, Donna pensosa (Meditazione), 1917

Gabriele Münter, Donna pensosa (Meditazione), 1917

Tamara de Lempicka, Ritratto di Ira Perrot, 1930

Tamara de Lempicka, Ritratto di Ira Perrot, 1930

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39

Camille Claudel, L’abbandono, 1886-1905

Camille Claudel, L’abbandono, 1886-1905

Giulio Paolini, Doppia Verità, 1995

“Doppia verità, un’installazione composta da due mezze teste che paiono provenire dalla Grecia antica, di forma assai simile (a una manca un occhio - come a invitare lo spettatore a guardare oltre la superficie) che quasi combaciano se non fosse che sono sistemate in teche di plexiglass diverse. Vicine, quasi identiche, ma ognuna nel suo mondo”
Daniele Liberanome, da Art e Dossier n°284, gennaio 2012

Giulio Paolini, Doppia Verità, 1995

Doppia verità, un’installazione composta da due mezze teste che paiono provenire dalla Grecia antica, di forma assai simile (a una manca un occhio - come a invitare lo spettatore a guardare oltre la superficie) che quasi combaciano se non fosse che sono sistemate in teche di plexiglass diverse. Vicine, quasi identiche, ma ognuna nel suo mondo”

Daniele Liberanome, da Art e Dossier n°284, gennaio 2012

Antoni Gaudí, Sagrada Família (nome completo in catalano: Basílica i Temple Expiatori de la Sagrada Família), Barcellona, Spagna, 1882 - in costruzione (la fine dei lavori è prevista per il 2026-28)

Antoni Gaudí, Sagrada Família (nome completo in catalano: Basílica i Temple Expiatori de la Sagrada Família), Barcellona, Spagna, 1882 - in costruzione (la fine dei lavori è prevista per il 2026-28)

Joseph Nicéphore Niépce, Vista dalla finesta a Le Gras, 1827
Il fotografo studiò per anni la sensibilità alla luce delle diverse sostanze, arrivando a mettere a punto un apparecchio in grado di fissare l’immagine, invertita, su una lastra metallica coperta da un’emulsione a bitume. Quella che viene riconosciuta come la prima fotografia della storia richiese ben otto ore di esposizione e rappresenta il panorama visibile dal laboratorio di Niépce.  

Joseph Nicéphore Niépce, Vista dalla finesta a Le Gras, 1827

Il fotografo studiò per anni la sensibilità alla luce delle diverse sostanze, arrivando a mettere a punto un apparecchio in grado di fissare l’immagine, invertita, su una lastra metallica coperta da un’emulsione a bitume. 
Quella che viene riconosciuta come la prima fotografia della storia richiese ben otto ore di esposizione e rappresenta il panorama visibile dal laboratorio di Niépce.  

cavetocanvas:

Alexander Calder, Cow, c. 1929

cavetocanvas:

Alexander Calder, Cow, c. 1929

Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434
Fernando Botero, Gli Arnolfini dopo van Eyck, 2006