Louise Bourgeois, Arch of Hysteria, 1993
Tamara de Lempicka, Ritratto di Ira Perrot, 1930
Camille Claudel, L’abbandono, 1886-1905
Giulio Paolini, Doppia Verità, 1995
“Doppia verità, un’installazione composta da due mezze teste che paiono provenire dalla Grecia antica, di forma assai simile (a una manca un occhio - come a invitare lo spettatore a guardare oltre la superficie) che quasi combaciano se non fosse che sono sistemate in teche di plexiglass diverse. Vicine, quasi identiche, ma ognuna nel suo mondo”
Daniele Liberanome, da Art e Dossier n°284, gennaio 2012
Joseph Nicéphore Niépce, Vista dalla finesta a Le Gras, 1827
Il fotografo studiò per anni la sensibilità alla luce delle diverse sostanze, arrivando a mettere a punto un apparecchio in grado di fissare l’immagine, invertita, su una lastra metallica coperta da un’emulsione a bitume.
Quella che viene riconosciuta come la prima fotografia della storia richiese ben otto ore di esposizione e rappresenta il panorama visibile dal laboratorio di Niépce.
Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434
Fernando Botero, Gli Arnolfini dopo van Eyck, 2006