Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434
Fernando Botero, Gli Arnolfini dopo van Eyck, 2006
Hiroshige, Pioggia della sera a Atake, 1857
Vincent Van Gogh, Japonaiserie, Il ponte sotto la pioggia (copia da Hiroshige), 1887
Hiroshige, Campo di pruni, Kameido, 1857
Vincent Van Gogh, Japonaiserie, Alberi di pruno in fiore (copia da Hiroshige), 1887
Il Giappone, con le sue stampe e i suoi manufatti, non meno che con l’alone mitico e affascinante che circondava tutta la sua cultura, si offrì agli occhi dell’Europa dopo il 1853, quando fu costretto dalla flotta americana a revocare il secolare blocco dei porti e dei commerci con l’Occidente. All’Esposizione di Londra del 1862 vennero presentati i primi prodotti nipponici e negli anni successivi proseguì l’allestimento di nuovi padiglioni destinati al Giappone. L’influenza sugli artisti europei, e francesi in particolare, fu tale che nel 1878 venne pubblicata una serie di articoli intitolati “Il Giappone a Parigi” nei quali si analizzava il processo di assorbimento dei nuovi stilemi provenienti dal Sol Levante. Le opere di Hiroshige, Eisen, Hokusai e Utamaro affluirono in Europa e finirono per influenzare, tra gli altri, Claude Monet, Édouard Manet e Vincent Van Gogh.
Tiziano, Venere di Urbino, 1538
Édouard Manet, Copia della Venere di Urbino di Tiziano
Édouard Manet, Olympia, 1863
L’accostamento di questi particolari mi è venuto in mente sfogliando le pagine del mio libro di storia dell’arte del liceo, ed ho pensato di riproporlo qui (ovviamente altre mille opere possono essere aggiunte in questo confronto).
Michelangelo, Pietà Vaticana, 1498-99
Raffaello, Sepoltura di Cristo, 1507
Caravaggio, Sepoltura di Cristo, 1602-04
Jacques-Louis David, La morte di Marat, 1793
Piet Mondrian, l’evoluzione di un albero.
L’albero rosso, 1908
L’albero blu, 1909-10
L’albero grigio, 1912
Melo in fiore, 1912
Gustav Klimt, Danae, 1907 e la reinterpretazione di Milo Manara.
Henri Matisse, La danza I, 1909
Salvador Dalì, Composizione satirica della danza di Matisse, 1923






